Matrimonio

A chi è rivolto

Per contrarre matrimonio occorre essere in possesso di alcuni requisiti, disciplinati dagli articoli 85 - 89 del Codice Civile:

1) età (art. 84). È richiesta la maggiore età. Il minore che abbia compiuto 16 anni può sposarsi previa autorizzazione del giudice civile, che decide con decreto su istanza dell’interessato dopo aver valutato la fondatezza delle ragioni addotte e il suo livello di maturità psico-fisica;

2) assenza di provvedimenti di interdizione (art. 85). Chi è soggetto ad amministrazione di sostegno può invece contrarre matrimonio;

3) libertà di stato (art. 86), vale a dire l’assenza di legami di coniugio o unione civile in capo ai nubendi;

4) assenza di vincoli di parentela, affinità, adozione o affiliazione (art. 87), salvo l’eventuale decreto di autorizzazione del tribunale nei casi contemplati dalla norma stessa;

5) assenza di impedimento da delitto (art. 88): i nubendi non devono essere stati condannati per omicidio, anche solo tentato, ai danni del coniuge dell’altro;

6) divieto temporaneo di nuove nozze (art. 89): a tutela della “commixtio sanguinis” la donna non può sposarsi entro i 300 giorni successivi allo scioglimento o cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio, salvo ci sia stata la pronuncia preliminare della separazione giudiziale o consensuale o nel caso il precedente matrimonio non sia stato consumato. Si tratta di un impedimento non dirimente, che può essere superato con decreto di autorizzazione al matrimonio emesso dal Tribunale in camera di consiglio.

Descrizione

Conformemente a quanto statuito dall’art. 29 della Costituzione, il matrimonio costituisce il perno della famiglia, cellula base della società.

Le norme che disciplinano questo istituto, aventi natura inderogabile e di ordine pubblico, sono contenute:

- nel codice civile, con particolare riferimento al titolo VI del libro I (articoli da 79 a 230bis);

- nel D.P.R. 396/2000, recante l’ordinamento di Stato Civile;

- nelle disposizioni extra codicem tra cui, per esempio, spiccano i Patti Lateranensi e gli accordi stipulati dallo Stato Italiano con le confessioni diverse dalla religione cattolica (c.d. intese).

Come fare

Condizione preliminare per potersi sposare è costituita dalle pubblicazioni di matrimonio, da richiedere all’ufficio di stato civile del Comune in cui gli sposi hanno la residenza.

Si tratta di un passaggio con funzioni di pubblicità notizia: serve infatti sia a rendere pubblica l’intenzione dei nubendi di contrarre matrimonio, sia a permettere, a chi ne abbia interesse e a chi sia a conoscenza di fatti impeditivi alla celebrazione, di formulare opposizione.

Una volta compilata la richiesta, reperibile nella sezione modulistica, è possibile trasmetterla:

A) a mezzo mail, al seguente indirizzo anagrafe@comune.introbio.lc.it

B) a mezzo PEC a introbio@postemailcertificata.it

L’ufficio di stato civile:

a) accerta la presenza dei requisiti sopra indicati, acquisendo d’ufficio la documentazione necessaria;

b) contatta i nubendi per la firma del verbale di pubblicazione, cui segue l’affissione all’albo pretorio online dell’atto di pubblicazione di matrimonio per otto giorni, cui seguono tre giorni di deposito presso l’ufficio per eventuali opposizioni.

Qualora i nubendi abbiano la residenza in Comuni differenti, l’ufficio di stato civile richiede l’affissione all’albo pretorio online anche del secondo Comune.

Decorsi i termini sopra indicati (8 giorni + 3 giorni per eventuali opposizioni), i nubendi possono sposarsi entro e non oltre 180 giorni.

Cosa serve

Qui di seguito l’elenco dei i documenti da presentare al momento di firma del verbale di pubblicazione:

A) Documento d’identità in corso di validità (carta d’identità o patente)

B) Per i cittadini stranieri: nulla osta o certificato di capacità matrimoniale, rilasciato dall’autorità del proprio Paese (quella situata all’estero, individuata dalla legge nazionale di riferimento, o quella consolare situata sul territorio italiano), opportunamente tradotto o legalizzato salvo i casi di esenzione previsti da eventuali accordi interazionali.

C) Per i minori di età superiore ai 16 anni: decreto di autorizzazione del tribunale a contrarre matrimonio o certificato di capacità matrimoniale.

D) Nei casi indicati dal codice civile agli articoli 87 (presenza tra i nubendi di vincoli di parentela, affinità, adozione o affiliazione) o 89 (sposa divorziata o vedova da meno di 300 giorni): decreto di autorizzazione del giudice a contrarre matrimonio;

E) Marca da bollo da € 16,00 (due marche, nel caso i nubendi risiedano in Comuni diversi).

F) Richiesta di pubblicazione del parroco o ministro di culto (per i matrimoni concordatari e dei culti ammessi)

Cosa si ottiene

A) MATRIMONIO CIVILE

Luogo della celebrazione

Secondo l’art 106 cod. civ., la celebrazione del matrimonio deve avvenire nella casa comunale.

Nel comune di Introbio, i matrimoni vengono celebrati presso la sala consiliare sita in “Villa Migliavacca”.

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Chi celebra

A norma dell'art. 5 del D.P.R. 396/2000, la celebrazione dei matrimoni è di competenza dell’ufficiale di stato civile.

Ufficiali di stato civile, secondo l’art. 1 del DPR citato, sono:

- Il Sindaco, il Vice Sindaco e il commissario prefettizio;

- Gli assessori e i consiglieri comunali;

- Gli impiegati di ruolo del comune, assunti a tempo indeterminato dopo aver superato un apposito corso di formazione;

- qualunque cittadino in possesso dei requisiti necessari per l’elezione a consigliere comunale. È quindi possibile chiedere la nomina di una persona terza rispetto all’ente. Si osserva, tuttavia, che ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. 396/2000, la celebrazione del matrimonio è preclusa all’ufficiale di stato civile qualora tra lui e anche uno solo degli sposi vi sia un legame di parentela o affinità:

1) in linea retta di qualunque grado (es: padre, madre, nonno, figli...)

2) in linea collaterale fino al secondo grado.

La celebrazione

Nel giorno concordato con gli sposi, l’ufficiale di stato civile procede a unirli in matrimonio leggendo, alla presenza dei testimoni, gli articoli del codice civile concernenti i rispettivi diritti e doveri. Segue quindi la dichiarazione di volersi prendere in marito e in moglie e la lettura dell’atto di matrimonio, che verrà conservato in doppio originale.

Per dare agli sposi la possibilità di addobbare il salone consiliare, la prenotazione decorre dalla mezz’ora precedente fino alla mezz’ora successiva lo svolgimento del rito. Eventuali addobbi dovranno comunque essere rimossi una volta terminata la cerimonia.

Accanto alla fase sopra illustrata, prettamente formale, è comunque possibile inserire dei momenti di convivialità (lettura di brani o poesie, presenza di musicanti, fotografi…), da comunicare preventivamente all’ufficio di stato civile.

Scelta del regime patrimoniale

In mancanza di espressa enunciazione nell’atto di matrimonio, il regime patrimoniale prescelto è quello della comunione dei beni (art. 177 e seguenti del codice civile), con cui ciascun coniuge diventa automaticamente proprietario di tutti gli acquisti fatti dalla famiglia in costanza di matrimonio, fatte salve le eccezioni di legge.

La comunione si scioglie per le seguenti cause:

a) decesso del coniuge

b) separazione personale dei coniugi

c) scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

In alternativa, è possibile optare per la separazione dei beni (art. 215 e seguenti cod. civ), con cui ciascun coniuge rimane proprietario esclusivo dei beni acquistati durante il matrimonio. L’annotazione di separazione compare espressamente nell’atto e negli estratti di matrimonio.

Se uno o entrambi i coniugi è straniero, è infine possibile optare per la legge in vigore nel paese di cui hanno la cittadinanza.

La scelta del regime patrimoniale deve essere comunicata all’ufficiale dello stato civile al momento di firma del verbale di pubblicazione di matrimonio. È comunque possibile modificare il regime patrimoniale successivamente alle nozze tramite atto pubblico rogato da un notaio.

MATRIMONIO CONCORDATARIO

Regolato, oltre che dal codice civile, anche dalle norme del diritto canonico, il matrimonio concordatario richiede le stesse formalità preliminari di quello civile (vale a dire il procedimento di pubblicazione).

Decorsi 11 giorni dall’affissione all’albo dell’atto di pubblicazione di matrimonio, è possibile ritirare il certificato di eseguita pubblicazione da consegnare al parroco.

La cerimonia prevede due fasi:

- una prima fase, regolata dalle norme del diritto della Chiesa Cattolica;

- una seconda fase, necessaria affinché il matrimonio acquisti gli effetti civili, data dalla lettura degli articoli del codice civile inerenti i diritti e i doveri degli sposi e dalla lettura e firma dell’atto, che deve essere trasmesso dal parroco all’ufficio di stato civile entro cinque giorni.

Nell’atto di matrimonio è possibile effettuare la scelta del regime patrimoniale.

MATRIMONIO DEI CULTI DIVERSI DALLA RELIGIONE CATTOLICA

Gli appartenenti a una confessione religiosa con cui lo Stato italiano ha raggiunto un’intesa possono pervenire alla celebrazione di un matrimonio acattolico avente effetti civili.

Qui l'elenco delle confessioni con cui è stata raggiunta l'intesa: https://presidenza.governo.it/USRI/confessioni/intese_indice.html

Occorre preliminarmente esperire il procedimento di richiesta delle pubblicazioni. Decorsi 11 giorni dall’affissione all’albo pretorio online dell’atto di pubblicazione di matrimonio, l’ufficio rende disponibile il certificato di autorizzazione al matrimonio.

Entro cinque giorni dalla celebrazione, il ministro del culto ammesso deve trasmettere l’atto di matrimonio, indicante l’eventuale regime patrimoniale scelto dalle parti, all’ufficio dello stato civile, che procede alla trascrizione nei registri.

Tempi e scadenze

Nessuna Scadenza

Il matrimonio deve avere luogo entro 180 giorni dall’eseguita pubblicazione.

Costi

Da lunedì a venerdì dalle 09.00 alle 12:30

PER RESIDENTI        PER NON RESIDENTI
€ 100,00                  € 200,00

Da lunedì a venerdì dalle 13.00 alle 18.00
Sabato dalle 9.00 alle 12.00

PER RESIDENTI        PER NON RESIDENTI
€ 200,00                  € 300,00

Sabato dalle 14.00 alle 18.00

PER RESIDENTI        PER NON RESIDENTI
€ 300,00                  € 400,00

Domenica dalle 09.00 alle 12.30

PER RESIDENTI        PER NON RESIDENTI
€ 300,00                  € 400,00

Domenica dalle 14.00 alle 18.00

PER RESIDENTI        PER NON RESIDENTI
€ 400,00                  € 500,00
 

Il pagamento dell’importo può avvenire:
a) mediante bonifico bancario, al seguente IBAN IT56P0569652000000002580X28 intestato al Comune di Introbio
b) con pagamento a mezzo POS presso la sede municipale allo sportello presso la tesoreria dell’ente, in qualsiasi filiale della Banca Popolare di Sondrio.

Come causale, è sufficiente mettere “Celebrazione matrimonio civile di (nome e cognome dei coniugi)”.

Copia della ricevuta di pagamento, unitamente a una fotocopia del documento d’identità dei testimoni (uno per parte) dovrà essere trasmessa all’ufficio via mail, all’indirizzo anagrafe@comune.introbio.lc.it una settimana prima delle nozze.

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Casi particolari

a) richiesta di pubblicazione su delega

Se uno dei nubendi non può firmare personalmente il verbale di pubblicazione, è possibile nominare un procuratore speciale a mezzo di delega su carta semplice con allegata fotocopia del documento d’identità del delegante, da consegnare al momento di firma del verbale di pubblicazione.

b) Celebrazione fuori dalla casa comunale

Come recita l’art. 110 cod. civ., se uno degli sposi è impossibilitato a recarsi presso la casa comunale in forza di una grave infermità o per altro giustificato motivo, opportunamente documentato, il matrimonio può essere celebrato nel luogo in cui si trova lo sposo impedito. In questo caso, è prevista la partecipazione del Segretario o del Vice Segretario comunale e il numero dei testimoni è pari a 4 in luogo di 2.

c) Matrimonio in imminente pericolo di vita

Ai sensi dell’art. 101 codice civile, nel caso in cui uno dei nubendi sia in imminente pericolo di vita, da documentare a mezzo di certificato medico, si procede immediatamente alla celebrazione senza procedere alle pubblicazioni.

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Gen/24

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