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Appunti storici

All'estremità di quelle terre che il Manzoni descrive nella prima pagina del suo romanzo immortale  s'apre col "passo della Merla" la bella Valsassina. Regione circondata da catene di monti erti ed elevati, che ora sporgono in ripide costiere ed ora rientrano in profonde ed alpestri convalli, bianche di dolomie e di graniti, o rossastre per le roccie di verrucano che le danno qua e là tinte fosche e cupe. Siede Introbio quasi al centro di questa valle e ne è il Capoluogo. I torrenti che scorrono ai fianchi del paese , la Troggia, l'Acquaduro e il Pioverna, rendono fresco il clima e favoriscono lo sviluppo industriale. Monti e valichi affascinanti  lo circondano , l'aria è temperata e fresca; l'ospitalità cordiale e non servile e la svegliatezza degli abitanti attirano numerosi villeggianti. Sotto molti aspetti Introbio conserva nella valle ancoroggi il primato che sempre ebbe nei secoli scorsi. Della storia di questo paese tutti ne sanno qualcosa, ma forse troppo in confuso.

Eccone una brevissima traccia:l'origine geologica e storica sia del luogo che dell'abitato è quella di tutta la valle e di tutta la catena Alpina, da quando, qualche centinaio di milioni di anni fa tutte queste belle montagne si formavano sul fondo degli oceani e poi per i più vari e vasti fenomeni tellurici emersero dalle acque. Ghiacciai ed erosioni succedutesi per altri milioni di anni, ci prepararono questo nido fiorito che ci dà vita. Il nostro Paese al tempo degli Etruschi  (2700 anni fa) già esisteva;  al tenpo dei Romani (2000 anni fa) lo abitavano persone colte e progredite. I grandi conquistatori Romani (Cesare, Pompeo ed altri)conobbero bene la Valsassina, ma soprattutto Introbio, poichè era il crocevia delle strade che portavano oltre l'Impero Romano. Questi fatti ci sono testimoniati da vari cimeli, quali oggetti, tombe, mura diroccate di antiche fortezze, come il Castel Reino nella regione del Pizzo dei Tre Signori e la Rocca di Baiedo, che in seguito servirono per le invasioni frequenti dei Barbari. A quei tempi Introbio era di proprietà dei Galli. Quasi tutti i Barbari nelle loro invasioni per questa via giunsero alla Roma dei Papi per deporre la loro ferocia e riceverne la civiltà Cristiana.

Quando fu portata la religione  Cristiana in Valsassina e a Introbio?

Già al tempo delle grandi persecuzioni, per esempio quella di Nerone, persone dell'alta nobiltà Romana, cui non mancavano mezzi, fuggirono tra questi nostri monti portando con sè la Buona Novella. Ufficialmente però il Vescovo di Milano S. Mona nell'anno 250 d.C. circa, diffuse il Vangelo tra gli Orobi. Furoni in seguito fondate le Parrocchie. La Parrocchia di Introbio venne smembrata da quella di Primaluna nel 1406 ed aveva allora per propria Chiesa parrocchiale la Chiesa di San Michele in antico detta "Trans Torenten" oltre il torrente. Nel 1629 per maggiore comodità venne tasferita nella Chiesa di S. Antonio Abate situata  nell'abitato (ora casa Selva), annessa alla casa Parrocchiale, con uno spazioso sagrato. Nel 1897 veniva  consacrata la nuova Chiesa Parrocchiale (17 ottobre) costruita su disegno di Don Enrico Locatelli, oriundo di Vedeseta. I confini della nostra Parrocchia sono i medesimi di quelli del comune cioè dalla centrale idroelettrica  del torrente Bobbia alla casa Pio XI (Bocchetta di Trona).

Quale l'origine del nome Introbio?

Comunemente si crede che derivi dalla fusione delle due parole latine "inter" "Orobios" (tra gli Orobi), primi abitanti della Valle. Sembra però più attendibile la spiegazione  data dall'illustre  Prof. Fermo Magni, che coi suoi molteplici scritti in poesia ed il prosa fu il vero celebratore ed appassionato della valle e di Introbio. Egli infatti spiega così: "inter vias": tra le vie. Introbio fu veramente il Capoluogo delle vie  che conducevano oltre l'Impero Romano. Di qui passarono Annibale e  Cesare che lasciò poi un gruppo di soldati armati per la difesa dei Galli.