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Villa Migliavacca 

Ora sede comunale.

Tra le Ville di vacanza che punteggiano la Valsassina Villa Migliavacca o Clementina (dal nome della moglie di Antonio Migliavacca, Clementina Ravasio), occupa senz'altro un posto di prim'ordine. Costruita tra il 1911 ed il 1914, fu progettata dall'architetto Ulderico Bottoli di Milano che riprese, secondo il gusto rievocativo dell'epoca, lo sile del Quattrocento milanese, il cui riferimento più immediato rimanda al Castello Sforzesco di Milano.L'edificio, ubicato oggi al centro del paese, non passa inosservato all'interno dell'abitato per il suo straodinario aspetto formale in cui si mescolano armonicamente  elementi del Rinascimento e del Medioevo, per la maestosa struttura che lo fa rassomigliare  ad un vero e proprio castello medievale e per la sua incantevole posizione panoramica al centro di un bellissimo giardino. Il volume dell'edificio è essenzialmente unitario, arricchito da apparati decorativi a graffito con motivi prevalentemente geometrici e lineari da facciate caratterizzate dal largo uso del mattone, filo conduttore che lega la villa, la sclinata coperta e l'alto muro di cinta, creando molteplici effetti  grazie alle numerose disposizioni diverse dei corsi, alternati ora all'intonaco ora ad altri mattoni. la genesi di questa Villa in Valsassina  è ben sintetizzata in una inedita poesia, battuta a mavvhina e incollata sul retro di un quadro che incornicia un altrettanto  inedito disegno della villa firmato dall'arch. Bottoli. A comporla fu Rico (= Enrico) Migliavacca fratello di Antonio, il 7 dicembre 1912, quando fervevano ancora i lavori di costruzione.

La Grigna in fronte maestosa e ferma
sul verde pian, dai monti circondata
sorge la Casa che l'amore afferma
di nostra stirpe a tutta la Vallata.

D'Antonio l'ideò l'alma legata
al suolo che ci accolse ancor piccini;
al ricordo dei cari che han passata§
lieta ora quassù a noi vicini.


L'eresse l'arte ardita d'una mente
che volle i propri affetti ai nostri uniti,
ricordati quassù eternamente.

Rico Miglivacca

Introbio 7 Dicembre 1912

(Tratto da Un "castello in Valsasina" VILLA MIGLIAVACCA A INTROBIO 1914-2014 Marco Sampietro  Prima edizione: dicembre 2014)

 

Monumento ai Caduti

- Dove si trova il monumento (via, piazza, ecc...): piazza sagrato
- Anno di realizzazione o periodo, se noto: 1922, settembre 10

- Autore se conosciuto: architetto Ulderico Bottoli
- Se è dedicato solo ai caduti della Prima o anche della Seconda Guerra Mondiale: a entrambe
Iscrizione sormontata da aquila in bronzo: INTROBIO / AI SUOI FIGLI / MORTI PER LA PATRIA / 1915-1918 / 1940-1945.
Le due lapidi con i nominativi dei caduti della Grande Guerra furono addossate sulla parete destra lasciando quella opposta alle due dei caduti del secondo conflitto mondiale.
DOLCI BERNARDO / 5 REGG. ALPINI / CLASSE 1888 M. 1918
GALLI CARLO / 120 REGG. FANTERIA / CLASSE 1891 M. 1918
MAGNI ANACLETO / 73 REGG. FANTERIA / CLASSE 1890 M. 1915
MAGNI SEVERO / 33 REGG. FANTERIA / CLASSE 1894 PRIGIONIA 1915
MAGNI TEODORO / 65 REGG. FANTERIA / CLASSE 1889 M. 1918
OSSOLAPIETRO / 24 BATT. MORTAI / CLASSE 1879 ALBANIA M. 1918
PAROLI FRANCESCO / 60 REGG. FANTERIA / CLASSE 1884 M. 1918
RIGAMONTI ETTORE / 5 REGG. ALPINI / CLASSE 1886 ADAMELLO M. 1918
RUPANI ANDREA / 43 REGG. FANTERIA / CLASSE 1892 M. LEMERLE M. 1918
TAVECCHIA C. CANDIDO / 2 REGG. GENIO /CLASSE 1897 MONFALCONE M. 1917
ARTUSI DANIELE / 5 REGG. ALPINI CLASSE 1916 / DISPERSO IN RUSSIA 1943
BASCIALLI BRUNO / BATT. CERVINO CLASSE 1915 / DISPERSO IN RUSSIA 1943
BUZZONI ANTONIO / DIV. MONTEROSA / CLASSE 1924 M. 1944
MAGNI ALESSANDRO / SUSSISTENZA / CLASSE 1919 M. 1942
MAGNI ANGELO / GUERRA DI LIBERAZIONE / CLASSE 1914 M. 1944
RUPANI ALDO / 5 REGG. ALPINI CLASSE 1919 / DISPERSO IN RUSSIA 1943
RUPANI GIOVANNI / 5 REGG. ALPINI CLASSE 1920 / DISPERSO IN RUSSIA 1943
TANTARDINI ABRAMO / 5 REGG. ALPINI CLASSE 1923 / M. PRIGIONIA 1945
TICOZZI CARLO / 78 FANTERIA CLASSE 1921 / M. IN ALBANIA 1941

All’interno della struttura è collocata una tela di Pierino Motta raffigurante la Vergine coronata di spine che accoglie tra le sue braccia un milite caduto avvolto nel tricolore.

Nel territorio parrocchiale esiste un altro monumento, più modesto, posto accanto alla baita dell’Associazione Nazionale Alpini dedicata nel 1972 alla memoria del dott. cap. Piero Magni sulla strada per Biandino. A sostenere l’onere dei lavori di ristrutturazione contribuì la tradizionale lotteria abbinata alla Sagra delle Sagre del 1974. Su un acuminato blocco di pietra, quasi una montagna in miniatura delimitata da ogive di bombe, è posta una targa recitante:

A RICORDO DI TUTTI I CADUTI INTROBIESI

Fonti: Introbio 8 giugno. Un monumento ai Caduti, "Il Prealpino", 12 giugno 1920
Bibliografia: Emilio Magni, Federico F. Oriani, Marco Sampietro, Introbio: una comunità parrocchiale nei secoli, Introbio, Parrocchia S. Antonio abate, 2006, pp. 189-192.

La Torre

La si ammira nel centro del paese: costruita verso il secolo XI, 900 anni fa, è testiomone dell'unione antica degli introbiesi contro i barbari che, spesso, invadevano in quei tempi l'Italia, passando proprio per Introbio. Memorabile è l'assalto di 6000 Grigioni sostenuto nel 1531 dai nostri padri che, riuniti nella Torre seppero respingerli. Nella travatura del tetto ancor oggi vi sono i proiettili lanciati dai Grigioni. Da qualche  decennio la Torre è di proprietà della famiglia Amigoni.

Portone d'entrata dell'antico Palazzo del Pretorio

Sotto il portone si può ancora leggere su una lapide questa scritta:"Venerandum Collegium D.D. Notariorum Val/isne. Il Pretorio era stato costruito dalla comunità generale della Valle; era sede del governo, abitazione del Podestà, sede del collegio dei Notai.

La Cascata della Troggia

Possiamo annoverarla tra i monumenti regalatici dalla natura, di essa scrissero Leonardo da Vinci e Antonio Stoppani.

La Chiesa di San Michele

Costruita verso il 1100 e forse anche prima. L'effige della Madonna di stile greco-bizzantino  ivi venerata è del 1100/1200.  Nel 1934 si provvide alla costruzione  diun muro a tre arcate per sostenere la chiesa era cadente.

La Chiesa di Santa Caterina

Fu costruita nel 1539. Venne dotata di una Messa quotidiana dal Nobile Leone  Arrigoni, celebre Ambasciatore. Fu fatta chiudere da San Carlo per mancanza  di sacerdote officiante. Per  disposto della legge 15 agosto 1866 (soppressione dei beni ecclesiastici) divenne  di proprietà  dello Stato e poi venne riscattata  dai discendenti della famiglia Fumagalli che i seguito la donarono alla Chiesa.

La Chiesa di Biandino

E' dedicata alla Beata Vegine della Neve, venne costruita fra il 1665 ed il 1669. Per voto fatto dagli introbiesi nel 1836, preservati dal Cholera Morbus, ogni anno, il 5 agosto,  si celebra la solenne processione che da Introbio sale fino al Santuario e poi fa ritorno. Il 13 ottobre 1944 venne distrutta  e poi riscostruita con inaugurazione il 5 agosto 1947.

La Chiesa di Sant'Antonio Abate

Chiesa parrocchiale consacrata nel 1897 , precisamente il 17 ottobre, fu costruita su disegno di Don Enrico Locatelli. E' situata al centro dell'abitato di Introbio.